sabato 11 aprile 2009

Buona Pasqua!

Ormai è Pasqua! Il momento tanto atteso, dopo il lungo periodo della Quaresima è vicinissimo. Ieri, venerdì santo, è stato un giorno davvero particolare. Un giorno in cui, a mio modo, ho vissuto anche io un mio Calvario. Non come altre persone, penso alle vittime del terremoto in Abruzzo, ma sicuramente ho faticato per raggiungere un punto d'arrivo. Mi spiego. Il don mi aveva chiesto di preparare una sacra rappresentazione con i ragazzi del gruppo medie e superiori. Non credevo che ce l'avremmo fatta così bene, ma fortunatamente mi sbagliavo.
La rappresentazione si svolgeva così: durante la lettura di un testo, le scene della passione di Gesù venivano rappresentate dagli attori dietro un telo bianco, proiettandone le ombre grazie a un faretto.
Le prove sono state poche. Ne avremo fatte 5, di cui 4 ieri pomeriggio! L'abbiamo rappresentata con il timore che ci si sbagliasse, ma per fortuna non ci sono stati errori particolari. Le persone in chiesa sono state molto colpite e contente. Anche il don si è molto complimentato.
Io vi racconto questo principalmente per due motivi. Il primo vorrei ringraziare alcune persone, siccome non l'ho potuto fare bene ieri. Grazie a Seba, per i suggerimenti, l'aiuto e l'arpeggio, a Marco per l'arpeggio improvvisato all'ultimo momento (scusate se non siete riusciti a guardarvela, siccome avete suonato), a Giuly, Uli, Lisa, Ita, Mattia, Matteo, Pol e Steve per la pazienza, la concentrazione e la disponibilità, a Tommy per il faretto!
Secondo motivo per cui ho scritto questo post, è perché ci tenevo a riportare il mio testo, che, secondo me, letto in silenzio e personalmente può dare di più di quanto non dia in una lettura ad alta voce. Spero sia così.
Ultima cosa, prima di lasciarvi al testo: il crocifisso che vedete è stato fatto da Seba. Per informazioni vi indico il suo blog in cui parla del suo lavoro sulle icone: Eikonographia.


1.

In questo giorno santo, o Gesù,
ci riuniamo per celebrare la tua Passione.
Ci hai lasciato Te stesso nell'ultima Cena,
l'Eucaristia hai istituito. Hai preso il pane,
pronunziasti la benedizione e lo spezzasti, per saziar la nostra fame.
Poi l'hai spartito, dicendo: "Prendete e mangiate;
questo è il mio corpo". Così ci nutri.
Allo stesso modo, hai preso il calice, hai reso grazie,
e ce l'hai donato dicendoci: "Bevetene tutti,
perché questo è il mio sangue dell'alleanza,
versato per voi, versato per molti, versato per tutti,
in remissione dei peccati". Così ci disseti.
All'istituzione di questo Mistero, però,
hai annunziato che ti avrebbero tradito.
Qual terrore provarono gli apostoli, nel pensar:
"Sono forse io?", tranne uno, che in cuor suo, sapeva.

2.

Ti dirigesti verso il monte degli ulivi,
e, lungo la strada, hai messo in guardia i tuoi discepoli,
dicendo loro: "Stanotte vi scandalizzerete a causa mia.
Sta scritto, infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore.
Ma" aggiungesti rassicurante, "dopo la risurrezione,
vi precederò in Galilea". Queste parole scossero i discepoli.
Pietro per primo reagì: "Mai mi scandalizzerò,
anche se tutti lo facessero". E tu,
a queste parole incoraggianti, rivelasti a Pietro
cosa lo aspettava, sicuro che poi egli si sarebbe pentito.
"In verità ti dico, Pietro, questa notte,
prima che il gallo canti, tre volte mi rinnegherai".
E il discepolo, mostrandosi forte rispose così:
"Anche se la morte mi dovesse attendere insieme a te,
io non ti rinnegherò".
E così al Getsemani giungeste.

3.

Qui vegliasti con i tuoi discepoli, perché
nell'animo, profonda fino alla morte, la tristezza era in Te.
Cercasti conforto nei tuoi discepoli, nella loro compagnia,
e nel pregare: "Passi, Padre mio,
questo doloroso calice da me, se è possibile.
Però" - e qui si rivela la tua grandezza
e il tuo immenso Amore - "non come voglio io,
ma come Tu vuoi, Padre mio". Tornasti dai discepoli.
Li trovasti addormentati, e questo, forse, ti rattristò.
"Vegliate e pregate, perché lo spirito è pronto,
ma la carne è debole". Così li esortasti, e tornasti a pregare.
"Padre mio" chiamasti, "se questo calice non si può allontanare,
allora sia fatta la tua volontà". E fin da qui,
la tua croce ti caricasti. Tornasti, poi, nuovamente dai discepoli,
che sempre dormivano. Così tornasti e per la terza volta pregasti.
Infine, sino al momento del tuo arresto, riposar li lasciasti.

4.

Ed eccolo arrivar, seguito da folla con bastoni e spade.
Ecco uno dei dodici, Giuda l'Iscariota, avanzare.
Chissà se gli sguardi mai s'incrociarono in quelle strade.
"Salve, Rabbì", ti disse il discepolo nell'arrivare.
Un bacio ti diede: ecco il segnale del tradimento.
Un gesto soave, oggi d'amore, si tramutò, allora, in uno d'orrore!
E senza aspettare, la folla ti fu addosso in un momento.
Un discepolo, allora, pose mano alla spada e un uomo ferì.
Tu lo fermasti e gli ricordasti, delle Scritture l'adempimento.
Senza reagire ti cattuararono e nel sinedrio ti portarono,
dal sommo sacerdote Caifa, ti presentarono.
Testimonianze si susseguirono, ma solo il silenzio provocarono.
Caifa, ormai stanco, disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente,
perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".
"Tu l'hai detto" gli hai risposto, ma egli non comprese.
"Ha bestemmiato!" Gridò, lacerandosi le vesti.
"Reo di morte!" Gli rispose la folla consenziente,
deridendoti in ogni frangente.

5.

Intanto da lontano, Pietro aspettava,
fino a che un uomo disse, mentre lo indicava:
"Anche tu eri con Gesù il Galileo, anche tu!"
E la paura che lo prese, gli fece negare.
Allontanandosi timoroso, una serva lo incontrò,
e guardandolo in volto a tutti gridò:
"Costui era con Gesù, il Nazareno".
Ancora una volta la paura l'abbracciò.
E mentre sedeva tra i presenti, la folla s'avvicinò,
e gli dissero: "Tu sei uno di quelli".
Per la terza volta il coraggio non bastò,
per riuscire a non dire la parola no.
E tra lacrime amare, il gallo cantò.

6.

Venuto il mattino, ti condussero davanti a Pilato.
La folla premeva, perché il giudizio fosse emanato.
Il governatore incerto pensava,
e con cautela ti domandava:
"Sei tu il re dei Giudei?"
"Tu lo dici", la risposta arrivava.
Pilato, confuso e insicuro, chiese alla folla chi liberare.
A Pasqua un criminale si soleva rilasciare.
"Gesù o Barabba?", cominciò a domandare,
e un unico coro, si sentì levare:
"Barabba, Barabba!"
Pilato, indeciso, prese dell'acqua, e le sue mani si lavò.
"Non sono responsabile di questo sangue" affermò,
"vedetevela voi" sentenziò.
E così la folla ti giudicò,
e in croce ti mandò.

7.

Così, stanco e torturato, della croce ti caricarono.
La strada era lunga e in salita, ma mai ti sei arreso.
Il tuo Amore senza misura: odiato, incompreso e calpestato.
Non stupisce se tre volte sei caduto:
ci meravigli la forza immensa che ti ha sostenuto,
che hai resistiro all'urto incessante e implacabile
della nostra malvagità.
Qualcuno, però, soffriva con te,
e sentiva quasi strapparsi la vita da sé.
Maria, madre amorevole,
mistero di gioia e dolore.
Un rapido sguardo è ciò che è concesso,
ma ciò che vi passa si chiama Eterno.
Quando le forze, ormai ti abbandonano,
ed anche i soldati se ne avvedono,
un tale che passa costringono:
Simone di Cirene, uno straniero, uno sconosciuto:
egli ti aiuta, costretto, obbligato,
ma sicuramente compassionevole.

8.

Infine il percorso del Calvario è terminato,
e al luogo del Cranio sei arrivato.
Lì, di tutto ti hanno spogliato:
rinunci a scolparti, Tu, l'Innocente,
rinunci a difenderti, Tu, l'Onnipotente,
rinunci alla vendetta, Tu, il Terribile,
rinunci a essere compatito, Tu, il Pietoso,
rinunci a morire in pace, Tu, il Pcifico,
rinunci alla vita, Tu, il Vivente,
rinunci al vestito, Tu, che vesti il mondo di ogni creato.

9.

Ed eccoti in croce.
La sofferenza si fa sempre più feroce.
Fino all'ultimo ti hanno deriso.
Chi ti guardava ti oltraggiava,
e senza ritegno ti provocava:
"Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce".
Ma nessuno realmente capiva.
Accanto a te, ai tuoi piedi,
stavano tua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala,
insieme al discepolo che amavi.
Vedendolo hai detto a tua madre:
"Donna, ecco il tuo figlio!"
ed al discepolo: "Ecco la tua madre!"
Poi, con gli ultimi respiri, ti sei rivolto al Padre:
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"
Quest'ultimo grido ci richiama alla croce e al peccato:
Tu sei morto per noi, e hai preso su di te ogni colpa.
Ma, anche inchiodato a quel legno,
senza possedere nulla,
hai libero il cuore e la testa,
e ancora ci perdoni e ci salvi.
E, mentre i soldati inzuppavano una spugna d'aceto per darti da bere,
spirasti.

10.

Guardandoti, un uomo, un centurione, capì.
Ti vide, spoglio, sporco e ferito, e capì.
Ti osservò così come ti osservarono altri.
Non ebbe un segno in più.
Ebbe solo l'umiltà e la capacità di credere
e poter esclamare:
"Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!"

11.

Un soldato, prima di portare via il tuo corpo,
conficcò la punta della sua lancia nel tuo costato,
e subito ne uscì sangue e acqua:
Eucaristia e Battesimo,
sacramenti simboli della nuova chiesa,
nuova Eva che nasce dal nuovo Adamo.

12.

Un membro del sinedrio, Giuseppe d'Arimatea,
andò da Pilato, con grande coraggio,
e il tuo corpo gli domandò.
Il governatore glielo lasciò,
e così Giuseppe da te si recò.
Con lui venne anche Nicodemo.
Ti presero, e dolcemente ti calarono.
Con oli e bende ti avvolsero,
e al tuo sepolcro ti posero.
Infine, rotolando una pietra,
la tomba chiusero.
Tutto è finito, tutto è compiuto.

mercoledì 18 marzo 2009

Una storiella

Il vecchio rise di gusto. Il ragazzo accanto a lui, stupito, gli domandò il perché. L'uomo riprese fiato e disse: "Rido perché basta girare una frittata perché si cambi punto di vista, dimenticando il vecchio!"
Il ragazzo, confuso dalle parole enigmatiche, replicò: "Non capisco cosa intendi. Puoi spiegarti meglio?"
Il vecchio rise di nuovo. Poi aggiunse: "Vedi ragazzo, spesso qualcosa o qualcuno cambia. Da un modo di essere cambia. In meglio? In peggio? Non interessa! Ciò che conta, è che lo stato iniziale è già passato e andato nel dimenticatoio!"
Il ragazzo, ancora incerto su come interpretare le parole del vecchio, disse: "Ma a cosa ti riferisci?"
Il vecchio rise una terza volta, e, dopo essersi ripreso, rispose: "Ragazzo, non c'è bisogno che io ti spieghi oltre. Quello che hai ascoltato è solo un mio gioco, un mio vaneggiamento, un sasso in un fiume: non cambia la corrente. E' solo una sciocchezza vissuta sulla mia pelle...una sciocchezza che mi sono cercato."
Il ragazzo, ormai arreso a non capire cosa intendesse il vecchio, chiese: "E...sei pentito di questa sciocchezza?"
Il vecchio, finalmente senza ridere, fece un bel sorrriso soddisfatto, inspirò un po' d'aria fresca, e rispose: "Assolutamente no! E' stata una semplice e piacevole sciocchezza, anche se non credo che tornerà."
Il vecchio strofinò amichevolmente la testa del ragazzo, poi si alzò e se ne andò, lasciandolo solo tra i suoi dubbi, che presto dimenticò per dedicarsi a cose più importanti.

lunedì 16 marzo 2009

Life in Technicolor ii



Ho voluto caricare questo video sul mio blog perché più lo guardo e più mi fa ridere! Trovo fantastica la realizzazione di questo video! Prima i bambini, tranquilli e ignari che si guardano lo spettacolo dei burattini, con i genitori e i grandi che commentano estasiati. Poi, all'improvviso è l'ora della musica! Ed ecco i primi due che cominciano a suonare, e l'atmosfera cambia! Tutti si voltano, tutti si stupiscono, nessuno capisce più...chi sta muovendo quei burattini? Ed ecco entra il chitarrista, il bassista, il batterista e infine il cantante: inizia lo show tra gli sguardi attoniti! I bellissimi addetti ai lavori (crew) si danno un gran da fare. Meravigliosi effetti speciali, dalle luci che si spengono (ad opera di chi?), ai fuochi d'artificio, fino alle moto che saltano stupiscono il pubblico! Il finale poi, raggiunge il top! Il cantante si lancia tra la folla, e poi, a fine canzone, il chitarrista distrugge le casse, come fosse un vero concerto. L'elicottero arriva, tra la confusione e gli sguardi increduli, e porta via il gruppo: semplicemente fantastico, così come anche la canzone..."now my feet won't touch the ground"!

lunedì 9 marzo 2009

L'onda

Travolgente. Questa è la parola che meglio descrive "L'onda" (Die Welle). E' davvero un film incredibile. Tutto inizia da una domanda: è possibile, oggi, in Germania, la nascita di una nuova dittatura? Una domanda terribile, a cui si vorrebbe rispondere con certezza di no. Il film, però, mostra il contrario. Tutto ha inizio in un istituto tedesco, dove si apre la settimana a tema: una serie di lezioni su un tema stabilito. Il professor Wenger gestisce il corso sul tema dell'autocrazia. Inizia così una sorta di esperimento. Cercare di creare un gruppo, l'onda, sul modello di una dittatura, per mostrare ai ragazzi che è possibile una dittatura in Germania. E' incredibile osservare a che punto si arrivi nel brevissimo tempo di una settimana. Il film è davvero ben fatto. Travolge lo spettatore, lasciandolo col fiato sospeso fino alla fine. Un film completo ed emozionante, che sicuramente strappa qualche lacrima. Terribile è anche sapere che richiama una storia vera, un esperimento fatto da un professore della scuola di Palo Alto, Ron Jones, che creò un gruppo chiamato "The Third Wave". Il mio consiglio è di vederlo assolutamente, e di non voltare lo sguardo pensando che sarà una visione pesante e triste. E' bene rendersi conto che l'onda passa, travolge, coinvolge e trascina, spesso senza che ce ne accorgiamo, finché non sbattiamo su uno scoglio.

lunedì 2 marzo 2009

Cesenatico

Cesenatico è stata la meta del ritiro del gruppo medie-superiori della parrocchia. Due giorni, un periodo davvero breve, in cui ogni attimo è prezioso per cercare un po' di riflessione, di dialogo e tanto divertimento.

Primo momento è la sistemazione nelle camere, in cui cercare la disposizione migliore per i ragazzi e per noi grandi, così da riuscire a dormire la notte!

Poi, subito a fiondarci in spiaggia. Ammirare il mare, camminare sulla sabbia in inverno è una sensazione nuova. L'umidità del mare, le spiagge vuote, il rumore delle onde, la sabbia bagnata, le numerose conchiglie: attrazioni uniche!

Infatti, subito ci si dedica a fotografare il paesaggio, così da immortalare questo momento così magico e unico.

Alcune ragazze, poi, non resistono: il contatto con la sabbia e con l'acqua a piedi nudi è d'obbligo, nonostante il freddo.

L'attrazione delle conchiglie è inevitabile. Ce ne sono di bellissime, di ogni forma e colore. Come riflettevano due ragazze del gruppo, se ne vedono tantissime, uguali ma diverse, per colore, striature, forme. E la loro vita è legata a un'onda, che potrebbe portarle di nuovo in mare o lasciarle in spiaggia.

Le foto, però, non si limitano al paesaggio. E' bene fotografarsi a vicenda, per ricordare i momenti trascorsi con gli amici e i "compagni di avventure"! Ecco qui due foto di gruppo.

Il ritiro è continuato con numerose attività. Molto bello è stato il gioco al buio, la sera in spiaggia, davvero molto apprezzato. Mi hanno molto colpito le parole di uno dei ragazzi, a cui è piaciuto molto il gioco, che ha detto come sia bello poter giocare al buio, dove non si vede, sulla sabbia, dove si fatica a correre, perché si dimostra che basta essere insieme per potersi divertire.

Al mattino, al momento della sveglia, tra i ragazzi c'è chi dorme ancora, e chi è già pronto e scattante!

Le ragazze, invece, sono tutte sveglie: erano già in piedi e attive da un po'!

Poi, dopo essersi preparati, ci aspetta una meravigliosa colazione, con cornetti caldi e croccanti! Segue poi un profondo momento di riflessione, in solitudine, di Dialogo, sulla spiaggia, da condividere insieme prima di andare a Messa, al porto Canale. Dopo il pranzo, ultimo tempo libero insieme, dove purtroppo ho cominciato a star male: già mi stavo raffreddando, poi mi è venuta anche la febbre! Oggi, il giorno dopo il ritiro, sono ancora influenzato, ma nonostante questo mi sento estremamente grato di esserci stato e di aver resistito fino all'ultimo!

mercoledì 18 febbraio 2009

Dietro a un grande uomo

Domenica scorsa (15 febbraio) si prospettava una giornata senza particolari progetti. Sarei stato in casa a leggere, studiare o a guardare un film...insomma, nulla di particolare. Per fortuna, mio padre mi chiede se avevo voglia di accompagnarlo in casa d'accoglienza a vedere uno spettacolo organizzato dalla parrocchia di s. Lorenzo per gli anziani. Non avendo occupazioni migliori, gli dico di sì. Al pomeriggio andiamo, senza sapere che spettacolo fosse, siccome mio padre non si ricordava. Arrivati, scopriamo che si intitola "Dietro a un grande uomo", e, vedendo le scenografie, capiamo che è incentrato su Napoleone.
Inizia finalmente lo spettacolo. Gli anziani erano molto impazienti. D'altronde loro mangiano presto e poi la domenica non hanno nessuna attività organizzata. Quindi vedere uno spettacolo, anche se dura poco, per loro è davvero una grandissima gioia.

Qui vedete il protagonista che ha impersonato Napoleone. Lo spettacolo era una commedia, che mostrava il personaggio di Napoleone come stanco di fare la guerra, stanco di ascoltare i ministri, stanco dei parenti interessati ai suoi soldi, e stanco della moglie che continua a cucinargli pasta e fagioli, piato che darà problemi di stomaco all'imperatore. Da qui nascerà la famosa abitudine a tenere una mano sulla pancia, sotto la giacca. Vista questa situazione insostenibile, Napoleone si fa sostituire in battaglia, così da perdere e farsi esiliare in un'isola dove potrà vivere in pace da tutto e da tutti!

Qui potete vedere due guardie sul campo di battaglia che discutono del loro imperatore. Ammirate anche la bellissima scenografia!

Infine, quest'ultima foto, purtroppo sfocata, ritrae due personaggi: la ragazza pittrice-narratrice e il gobbo! La figura in nero non parlava mai durante lo spettacolo, ma aveva la funzione di passare in scena per cambiare la scengrafia e suggerire nel caso qualcuno dimenticasse le battute: davvero un'idea brillante!

Infine, voglio esprimere la mia soddisfazione per quel pomeriggio, che mi ha davvero ispirato. Mi ha fatto capire come ci sia davvero bisogno di andare a trovare queste persone che sentono davvero il bisogno di un po' di compagnia, o di volti nuovi, anche se solo per mezz'oretta. Spero di poter anche io andare a divertirli con il nostro spettacolo!

mercoledì 11 febbraio 2009

Cambridge

Martedì 3 febbraio, io e Seba siamo partiti per Cambridge, per andare a trovare Simone! Al mattino, partenza da Bologna, autobus fino al centro, a piedi in stazione, treno per Rimini, autobus per l'aereoporto (che è passato per viale Londra...una stradina a senso unico...), aereo per Londra Stansted, treno per Cambridge e infine passeggiata fino al nostro Bed & Breakfast! Detta così, sembra un'odissea, e forse un po' lo è stata, però la soddisfazione, a sera, di pensare a tutti i posti passati nella mattinata è davvero impagabile!

Ecco il B&B!

In ogni caso, siamo arrivati nel freddo dell'inverno inglese! Nonostante il sole, il freddo era molto pungente e l'aria gelida si faceva davvero sentire! In più è venuta la neve più volte, anche se si scioglieva a sera. Per fortuna ci siamo abituati...piano piano.



La settimana trascorsa là è stata molto varia, piena di cose. Non ve le racconto in dettaglio, perché se no scriverei troppo e sicuramente vi annoierei (come forse sto già facendo con tutte queste chiacchiere!). Per andare al sodo, abbiamo visitato Cambridge (direi che era scontato...), Lincoln e il paese di Ely (si pronuncia con la "i", Ily). Tutti e tre i posti sono davvero degni di essere visitati! Le bellissime cattedrali di Lincoln e di Ely, sono veramente meravigliose. E' difficile non lasciarsi prendere dalla bellezza dei luoghi e delle costruzioni.

Una cosa che ci tengo a raccontare, è che abbiamo potuto toccare degli angeli! Non ci credete? Guardate le foto...



Ammirate la cupola con gli angeli...


...ed eccoci lì, così vicini da toccarli!

Come vedete, siamo potuti salire in cima, fino a toccare gli angeli, e poi siamo saliti anche oltre! E' stato davvero molto bello!
Un altro aspetto che voglio sottolineare di questo viaggio è il cibo! Abbiamo sempre mangiato bene (anche se molto grasso, ma in fondo, una volta ogni tanto, non fa male a nessuno). In particolare, io e Seba siamo rimasti soddisfatti dalla colazione. C'era la continental breakfast, la classica, oppure la mitica english breakfast, un tripudio di pesantezza, colesterolo, mascherato da un sapore e un aspetto davvero invitanti! Vi assicuro che nonostante mangiassimo quello a colazione, a pranzo e a cena non ci risparmiavamo! Eccovi alcune foto.



Prima il ...
...poi la english breakfast (funghi, fagioli, salsicce, pomodoro, uovo in camicia e bacon)!

Infine, cosa più importante e motivo della visita, abbiamo passato tutto il tempo con Simone! Otretutto abbiamo festeggiato insieme il suo compleanno!

Posso dire che è stato un viaggio molto fruttuoso, ricco di divertimento e di episodi!


Qui provavo, nella casa di Oliver Cromwell, una riproduzione di un cappello del XVII secolo!


Qui, vi ho elencato solo alcuni piccoli eventi, ma ce ne sono molti altri. Se siete curiosi, chiedete pure! E poi, per un punto di vista diverso del viaggio, visitate il blog di Seba: la Piattaforma!